Ultima modifica: 28 Novembre 2020
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S’i fosse foco …il gioco del se fossi è una finestra aperta sui desideri

S’i fosse foco …il gioco del se fossi è una finestra aperta sui desideri

 

Quando è il caso di dire che i tanto odiati congiuntivi imperfetti e condizionali presenti possono diventare versi e poesia? Non bazzecole e quisquilie, per dirla alla Moravia, qui parliamo “di cose serie”, perché capita che  alunni prendano in mano un sonetto (forse troppo sottovalutato dalla letteratura) ma tanto amato dai ragazzi e musicato da Fabrizio de Andrè, e lo adattino a loro piacimento. Ed allora ecco che il “Se io fossi fuoco” del discusso Cecco Angiolieri, diventa un piacevole gioco di rime che fa trasformare un alunno della classe II E della secondaria Garibaldi, nei grandi artisti del Rinascimento; Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Botticelli e imitare il sonetto di Cecco ,per esaudire un desiderio e creare una condizione; diventare un artista. Una semplice poesia che sboccia come un albero dalle mille tinte di colori ,affiancato da due guardie del corpo davvero speciali; l’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci e il David di Michelangelo Buonarroti.

S’i fosse foco …il gioco del se fossi è una finestra aperta sui desideri

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